Ciao Sofia, come vuoi presentarti ai nostri lettori?
Mi chiamo Sofia Usai, ho 34 anni e vengo dalla Sardegna. Sono una mamma di una bambina di due anni. Tatuo da circa 9 anni e sono co-proprietaria dello studio DaVinciTattooStudio insieme al mio compagno, Pietro Idile, anche lui tatuatore. Esco spesso in alcuni dei più importanti magazine, sono attiva con le convention e ho lavorato in alcuni degli studi migliori al mondo.
Da quale parte della Sardegna?
Ora vivo ad Assemini, in un paese in provincia di Cagliari.
Da dove viene il tuo fascino per i tatuaggi?
Da quando ero ragazzina, ho sempre trovato molto affascinante il mondo dei tatuaggi. Lo trovavo trasgressivo, fuori dagli schemi e anche curativo in alcuni aspetti; tant’è che alcuni tatuaggi che ho li feci proprio in un periodo difficile della mia vita.
Come e quando hai iniziato a tatuare?
Ho iniziato a tatuare nel 2018, dopo un anno che conobbi il mio attuale compagno, anche lui tatuatore. Come ho detto prima, sono sempre stata affascinata da questo mondo, ma non pensavo di esserne all’altezza, fino a quando il mio compagno mi disse di provare a tatuare. Allora, da lì non ho più smesso; ho capito che quella era la mia strada.
Come descriveresti la scena del tatuaggio in Italia in questi giorni?
È molto improntato sul new Chicano e microrealismo/concept; penso ci siano alcuni dei tatuatori migliori al mondo.
Come definiresti il tuo stile di tatuaggio?
Ornamentale, Geometrico e Mandala.
Che tipo di progetti di tatuaggio ti piace fare di più?
Mi piace molto creare e tatuare i mandala; li trovo molto rilassanti ed esteticamente belli. Puoi spaziare con le forme, crearli con un significato o semplicemente solo estetici.
Qual è la fonte principale di ispirazione per i tuoi tatuaggi?
Non ho una fonte di ispirazione ben precisa; mi piace che ogni tatuaggio sia sempre diverso. Ad esempio, mi piace inventarmi le forme dei pattern sempre differenti per ogni progetto, perché penso che ognuno debba avere qualcosa di veramente originale e personale.
Qual è l’aspetto più impegnativo di essere un tatuatore nel 2025?
Cerco sempre di crescere e migliorarmi, trovando nuovi stimoli e idee.
Qual è l’aspetto più gratificante di essere un tatuatore?
Riuscire a ottenere ogni giorno nuovi progressi e cercare di capire fino a dove posso arrivare.
Qual è la tua esperienza alle tattoo convention finora?
Non ho partecipato a tantissime convention, ma le poche a cui sono stata, ognuna mi ha dato qualcosa di positivo, sia a livello personale, artistico che lavorativo.
Ti ricordi la prima convention di tatuaggi a cui hai preso parte?
Certo, la mia prima convention è stata a New York; mi sono trovata benissimo. All’inizio ero un po’ giù perché non sai mai come andrà. I primi giorni sono stati un po’ difficili; la gente passava, chiedeva, ma nessuno si fermava. L’ultimo giorno è cambiato tutto: tutti passavano e tutti volevano tatuarsi da me. È stato un finale inaspettato; ho lavorato tantissimo fino alla chiusura dell’evento, stancante ma molto soddisfacente.
Qual è il motivo principale per partecipare o prendere parte a una tattoo convention?
Secondo me, c’è sempre da imparare. Hai la possibilità di confrontarti con artisti di culture diverse, stili diversi e di paesi diversi, vivendo un po’ quello che è il mondo degli artisti e dell’arte al 100%. E secondo me è una cosa che dovrebbero provare tutti, anche solo come spettatori.
Qual è la tua tattoo convention preferita finora? E perché?
Per ora posso dire che New York è stata una delle mie esperienze più significative, prima di tutto perché ho avuto la possibilità di visitare la città. In secondo luogo, tutte le persone erano calorose e hanno apprezzato tantissimo la mia arte, e questo mi ha resa molto felice, anche perché era uno dei miei sogni andare in America.
Che consiglio daresti a qualcuno che sta pensando di fare carriera come tatuatore?
È importante farlo solo se si ha veramente la passione, la voglia di crescere e di fare arte, perché penso che sia una responsabilità molto grande.
Chi sono le persone che ammiri di più all’interno della comunità del tatuaggio?
Prima di tutto, devo ringraziare il mio compagno Pietro Idile; l’ho visto crescere e diventare ciò che è ora. È una persona molto determinata e dà sempre il meglio. Devo tantissimo anche a lui per la mia carriera lavorativa. Ho conosciuto anche altri artisti che mi hanno dato qualcosa che mi ha aiutato a crescere. Ho conosciuto Michael Murolo; credo che anche lui sia una persona molto determinata nel suo lavoro. Nonostante non sia un tatuatore, è riuscito a crearsi una carriera all’interno di questo mondo, ed è molto ammirevole, visto quanto possa essere difficile.
Qual è il tuo più grande risultato come tatuatore?
Penso che sia stato fondamentale crescere in uno degli studi più importanti al mondo, come ArtFaktors; entrai quando ero ancora un’apprendista. Poi ho partecipato a convention, sono finita su alcune delle riviste più importanti e ho lavorato in altri studi altrettanto rinomati.
Fai altre forme di arte oltre al tatuaggio?
Sì, ogni tanto disegno e creo tavole con la linoleografia, o disegno a mano tavole sempre nel mio stile.
Quali sono i tuoi obiettivi o sogni per il prossimo futuro?
I miei obiettivi sono cercare di creare uno stile innovativo che mi differenzi, per poter crescere ancora di più a livello artistico.
C’è qualcos’altro che vorresti dire ai nostri lettori?
Inseguite sempre i vostri sogni: niente è impossibile! Basta crederci e, soprattutto, credere in noi stessi!












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