Il Tatuaggio del Sapere

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MENTE O APOLLO

Ho assistito in questi anni al divenire sempre più inarrestabile del fenomeno Tattoo con un continuo retrogusto, personale, piuttosto amaro.
Amaro, perché ho continuato a non capire il perché del tatuarsi in un certo modo.

Soprattutto perché quel tatuarsi, a volte, al di là della maestria indiscussa di chi tatua, altro non ha rivestito che un effimero fregiarsi di figure e simboli, spesso, troppo spesso, completamente avulsi dal loro reale significato, dal loro potere, dalla loro capacità millenaria di trasmettere… coscienza.

E per un simbologo, credetemi, è una sofferenza assistere al diffondersi del” segno” privo di discernimento, privo della reale spiegazione, esautorato dal suo vero compito.

Soprattutto è diventata, insofferenza piena, vedere in questo marasma di immagini, l’assenza del vero mondo del simbolo e vorrei tanto che, quel mondo, esattamente quel mondo avesse una quota parte davvero sostanziosa nella scelta di chi tatua e si fa tatuare.

Vedete forse, dico forse, voi non lo sapete, ma il fenomeno iniziatico, quello meraviglioso, quello che ha dato all’umanità la possibilità di “diventare “ attraverso il bello , il perfetto, il prodigioso, l’immortale, sempre ha utilizzato, per trasmettersi informazioni, per percorsi di crescita personali, per capire Dio attraverso la sua unica legge, una serie di simboli, estremamente pertinenti, capaci di tramandare, emettere, percepire ed esercitare su di noi e su gli altri il potere del sapere, e il senso del comprendere. Simboli dove, il numero, la forma, il colore hanno avuto fondamentale importanza per tutti i grandi della terra, per tutto ciò che questi grandi hanno potuto capire e lasciare
all’umanità.

E allora in questi anni, vi ho visto, vi ho osservato pensando che prima o poi qualcuno vi avrebbe detto: “Perché dovendo e decidendo di rendere indelebile un segno sul proprio corpo non si sceglie, ciò che è fonte creativa del corpo stesso come dell’Universo. Perché non si sceglie ciò che permette di capire e intuire il come e il perché della creazione.

Perché la superficialità del bello, quando esiste la possibilità di rappresentare simbolicamente la profondità inarrivabile del meraviglioso senso dell’essere.

E quindi, stufo di questo progredire estremamente professionale, del simbolo troppo spesso fine a sé stesso, ho deciso di chiedervi il permesso di poter entrare nel vostro mondo, per parlarvi, di tutto ciò che simbolicamente, si esprime attraverso il segno dell’Ottava.

Voi direte:
Che cos’è l’Ottava?

Io vi rispondo in queste prime poche battute:

Senza di lei, non ci sarebbero sette colori capaci di diventare un Ottavo colore attraverso il bianco solare, non ci sarebbero sette note in grado di salire e scendere di infinite Ottave, non ci sarebbero i metodi aggreganti dei cristalli, dei gas, del mondo chimico, né tantomeno i nostri intervalli di crescita fisica e spirituale , come non ci sarebbe la spirale, Fibonacci, il rapporto aureo, il Cenacolo, la Divina Commedia, le ville del Palladio, le sinfonie dei grandi della musica, la fisica Newtoniana e tantomeno il mondo quantistico. Non ci saremmo noi e Dio avrebbe agito per nulla.

Vi chiedo quindi, dovendo tatuarsi, non sarebbe meglio prima capire e avere coscienza della simbologia appartenente a questo mondo, al mio mondo e trasformare una decisione a volte puramente estetica in qualcosa di molto più elevato, di molto più energetico, di molto più vero e
pertinente, appartenente alla matrice della creazione?

Ecco io sono qui che aspetto una vostra risposta, nel frattempo sappiate che l’immagine che vi dono, Giordano Bruno la definiva Mente o Apollo e che quell’immagine è l’inizio dell’Ottava, la quale dentro di noi è destinata a diventare attraverso sette virtù….anima.

Michele Proclamato
www.micheleproclamato.com

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2018-09-01T10:04:01+00:0026 Sep 2017|
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